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Per fare una borsa ci vuole una buccia.




Se due giovani designer dell'Accademia di Willem de Kooning di Rotterdam decidono di utilizzare gli scarti alimentari in modo proficuo, nasce un progetto che riduce lo spreco alimentare riciclando frutta che andrebbe al macero in quanto invendibile. Nasce così la Fruitleather Rotterdam, un'azienda che crea un materiale simile alla pelle che può essere impiegato nella produzione di borse, scarpe, cinte e tanto altro. Se navighiamo nel sito www.fruitleather.nl, constatiamo che la macellazione degli animali per l'industria arriva a numeri stratosferici, non sottovalutando inoltre che il processo di pulizia delle pelli genera nell'atmosfera quantità di Co2 e tantissime sostanze tossiche, quali idrogeno solforato, ammoniaca, solventi organici, vapori di formaldeide e polveri. La pelle per essere trasformata in cuoio deve essere sottoposta alla "concia", una pratica che evita la putrefazione: viene tolta l’animale, pulita e immersa in una soluzione satura di acqua e sale che serve a bloccare la decomposizione. Poi viene trattata con varie reagenti chimici molto tossici e altamente inquinanti, quali il cromo che viene utilizzato nell’80-90% delle pelli conciate ma anche calce, resine, solventi, oppure attraverso un processo vegetale a base di tannini, utilizzata in minima parte e altrettanto inquinante. Vi è anche un uso elevatissimo di risorse idriche: la quantità di acqua necessaria arriva fino al 400% del peso della pelle lavorata. Una vera follia! Ecco perché scegliere un accessorio privo di pelle è una scelta etica ma sopratutto ecologica. Fruitleather Rotterdam è una valida alternativa. Dalla buccia del mango hanno ricavato un materiale simile alla pelle, utilizzabile per la produzione di manufatti con le stesse caratteristiche di un normale prodotto in pelle, ma senza dolore, spreco e inquinamento. Andando nei mercati e prelevando ogni volta 3500 kg di bucce di frutta e verdura ammaccata e marcia, hanno studiato la soluzione attraverso un manuale di gastronomia, basandosi sul metodo di cottura che gli chef utilizzavano per ricavare "fogli commestibili" per la decorazione dei piatti; sono riusciti a realizzare un composto flessibile denominato Fruit Leather, con cui hanno realizzato la loro prima borsetta. Il loro obiettivo? Collaborare con aziende e case di moda che vogliano modificare la loro produzione, utilizzando un materiale eco-sostenibile, innovativo e in armonia con la natura.

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