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"Non ti do il telefono", un grande gesto d'amore.


I bambini di oggi crescono con una terza mano, il telefono cellulare, sempre in mano, continuamente a disposizione.

Sono sempre maggiori i problemi relazionali, sociali e psicologici che i bambini stanno affrontando a causa dell'uso del telefono, che li cattura e li porta in un mondo irreale, pieno di ansia, agitazione e frustrazione.

Si, anche un cartone animato, un video apparentemente ingenuo può generare uno stato di frustrazione in un bambino piccolo, perché non ha il genitore accanto che gli spiega la situazione, la scena o il comportamento del protagonista del video...il bambino è solo, lasciato a sé stesso e in un'età in cui non è pronto e preparato a capire e interiorizzare stati d'animo diversi senza l'aiuto di un adulto ed ecco che si perde in sensazioni e emozioni che lo segneranno nella crescita.


Da tempo gli esperti dell’età evolutiva cercano di sensibilizzare il mondo degli adulti a una maggiore tutela della salute psico-fisica dei nostri figli. Ora lo spiegano anche i medici e gli psicologi di tutto il mondo.


Ecco un elenco degli effetti collaterali derivanti dall'uso dello smartphone:

  • Cervello

Tra 0 e 2 anni, il cervello di un bambino aumenta di volume e la sovraesposizione alla tecnologia (cellulari, internet, iPad, TV), può essere associata a deficit delle funzioni esecutive e dell’attenzione, a ritardi cognitivi, apprendimento compromesso, aumento dell’impulsività e diminuzione della capacità di autoregolarsi, inizio di atteggiamenti quali scatti d’ira.

  • Sviluppo

L’attività fisica migliora l’attenzione e la capacità di apprendimento. L’uso della tecnologia, che limita il movimento, sotto i 12 anni è dannoso per lo sviluppo e l’apprendimento del bambino.

  • Obesità

L’esposizione alla TV e ai videogiochi è associata all’aumento del sovrappeso. La staticità nell'uso di questi dispositivi , soprattutto, in camera da letto comporta il 30% in più di casi di obesità e nel futuro, questa percentuale svilupperà il diabete.

  • Sonno

Installare le tecnologie in camera dei bambini rende il sonno del 75% di loro fra i 9 e i 10 anni insufficiente e causa, di conseguenza, un minor rendimento scolastico e una continua spossatezza nell'arco delle ore diurne.

  • Malattie mentali

L’uso eccessivo della tecnologia è uno dei fattori responsabili dell’aumento di depressione infantile, ansia e deficit di attenzione.

  • Aggressività

I contenuti violenti di video o di immagini proposte sul cellulare, a volte anche di semplici cartoni animati, possono generare aggressività. Il dispositivo non va mai lasciato in mano al bambino da solo, la presenza di un genitore è fondamentale per spiegare le scene.

  • Dipendenze

Si dice che "si educa con ciò che si è, non con ciò che si dice", quindi sono i genitori in primis a dover dare l'esempio, ma spesso sono loro stessi dipendenti dal cellulare e questo dà un segnala negativo al bambino e può causare il mancato attaccamento alla figura genitoriale.

  • Emissione di radiazioni

Nel 2011, l’Organizzazione Mondiale per la Sanità ha classificato i cellulari (e altri dispositivi wireless) come un rischio di categoria 2B (potenzialmente cancerogeno) a causa dell’emissione di radiazioni. Nel 2013, il dottor Anthony Miller dall’Università di Toronto ha suggerito che, in base alle nuove ricerche, l’esposizione alle radiofrequenze dovrebbe essere riclassificata come 2A (a rischio cancerogeno) e non 2B (possibile cancerogeno). Col prossimo avvento del 5 G, poi, aumenteranno le celle di ripetitori per avere una banda larga anche all’esterno. Questo accrescerà il diffondersi delle onde di radiofrequenza nell’ambiente, col rischio che ne consegue.


Foto di <a href="https://pixabay.com/it/users/ua_bob_dmyt_ua-8820017


L'errore più grande lo fa il genitore che spesso usa il telefono come un babysitter che placa gli animi irrequieti o desiderosi di attenzione dei figli.

In questo modo si fornisce il dispositivo nelle situazioni più semplici : durante i pasti per farlo mangiare, al ristorante per distrarlo e non farlo disturbare, quando piange e fa i capricci per farlo smettere di piangere. Diventa una merce di scambio a cui il bambino si abitua facilmente e non potrà fare più a meno.

La figura genitoriale non sarà più un punto di riferimento, perché c'è il cellulare che mi consola, mi rasserena e non delle belle parole, una chiacchierata o un caldo abbraccio.



Si rischia anche l'anaffettività dei bambini, cioè l'incapacità da parte dell'individuo di provare o produrre affetti.


Un bambino ha bisogno di gesti, di sguardi, di parole e di rassicurazioni che solo un dialogo continuo tra genitori e figli può generare.

Al contrario, creeremo un rapporto asettico, fatto di silenzi, di vuoti, di mancanza di considerazione l'uno nei confronti dell'altro.


Parliamo con i nostri figli, prendiamo il viso fra le mani e parliamo con loro.




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