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Istria, un pezzo d'Italia perduta


Un pezzo d'Italia perduta dove ancora la lingua italiana è molto diffusa, le abitudini italiane sono rimaste vive nei cuori dei connazionali che sono stati considerati all'improvviso slavi con semplice un colpo di penna che ha spezzato per sempre la loro identità italiana.

Ma se andate in Istria, nonostante il trascorrere dei decenni, troverete ancora l'amore per la propria terra italiana da parte di tutti quei cittadini che sono rimasti a vivere lì, ancorati alla propria casa, ai propri famigliari, alle proprie abitudini, alla propria vita.

E' bello camminare nelle stradine di pietra di Rovigno d'Istria, affascinanti e ricche di storia, entrare in qualche negozietto e sentire parlare la proprietaria con il "veccio" dialetto, definito la lingua istriota, un dialetto istroveneto , influenzato dalla dominazione della Serenissima, che rende la vacanza in questo luogo davvero speciale.

Fermarsi a parlare con qualche anziano pescatore del porto che piacevolmente ricorda quanto erano felici e tristemente racconta il periodo della guerra, gli amici e i parenti che fuggirono verso l'Italia o anche oltre oceano, senza più tornare, ti fa affezionare ancora di più a questa meravigliosa terra, ricca di bellezze naturali, di vegetazione e di un calore umano davvero entusiasmante da condividere.

Una regione ricca di bellezze naturalistiche e storiche.


Il Parco Nazionale delle Isole di Brioni, di appartenenza della Repubblica di Venezia fin dal Medioevo, poi divenuta proprietà dell'impero napoleonico, poi cedute all'impero d'Austria. Solo dopo l'800 iniziarono a stabilirvi la popolazione croata. Nel secondo dopoguerra , in seguito alla definitiva cessione alla Jugoslavia, divenne la sede delle vacanze del maresciallo Tito.

Le isole si raggiungono con le navi che partono da Fazana (Fasana).

L'arcipelago è famoso per le bellezze naturali e dal 1983 è diventato parco nazionale (Parco nazionale di Brioni), che comprende le isole e le acque circostanti.

Nell'isola di Brioni Maggiore sono state scoperte oltre 200 impronte di dinosauri in quattro siti: tali testimonianze risalgono al periodo Cretaceo, dal quale prende il nome il Parco Cretaceo delle Brioni.

Nell'isola, su cui approdano le navi, si possono osservare numerose specie di piante mediterranee o esotiche (tra cui numerose mangrovie), oltre ad una fauna alquanto varia composta tra l'altro da daini, mufloni, scoiattoli, lepri.

Un giro dell'isola seduti su un comodo trenino elettrico vi farà ammirare le acque turchesi, a tratti verde smeraldo, fino a portarvi in una specie di zoo, in cui in realtà sono rimaste poche specie animali che il maresciallo Tito amava collezionare.

Prima fra tutte l'elefantessa Lanka, arrivata nel 1972 sull'isola e il pappagallo bianco Koki, ad oggi sessantenne. L'elefantessa fu regalata dalla prima ministra indiana Indira Gandhi.

Nel dopo guerra molti animali furono regalati a Tito dalle più grandi cariche dello stato di tutto il mondo, ma possono essere visti ancora oggi, perché all'interno dell'isola esiste un'edificio di 2 piani in cui sono stati posti in delle teche giganti tutti gli animali che negli anni sono morti, tutti imbalsamati!

Non è un bello spettacolo a nostro dire, rispecchia un gusto un pò macabro di amare gli animali, quindi se non ve la sentite, pensate solo ad apprezzare la natura e le acque meravigliose.

Ma anche l'interno della penisola è ricco di innumerevoli bellezze naturali e architettoniche:


le cascate di Plitvice

la bella Pola e il suo anfiteatro



Rovigno e l'architettura veneta


e tanto altro ancora



Qualsiasi città o paesino dell'Istria, dal mare all'entroterra vi incanteranno con il loro fascino. La loro cultura culinaria vi catturerà, in ogni angolo potrete assaggiare i prodotti locali immersi nella magia delle acque tranquille e variopinte.

I pittoreschi scenari di questa terra magica assemblano culture diverse che nel corso dei secoli si sono susseguite e hanno lasciato il segno:

il Sacro Romano Impero dal 177 a.C. – 493 d.C. (Pola, Parenzo),

l'impero Romano d'Oriente dal 553 – 830(con la Balisica eufrasiana di Parenzo, oggi protetta dall'Unesco),

la Repubblica di Venezia dal 830 – 1797 (per anni instaurarono un legame proficuo per entrambe, l'Istria fornì la pietra bianca per le chiese, i palazzi, edifici pubblici come il Palazzo Ducale a Venezia e quest'ultima trasferì la propria cultura, le scuole, gli ordinamenti e l'architettura),

la monarchia Austriaca dal 1797 – 1918 (in questi 121 anni di dominio austriaco, interrotto solo dal 1806 al 1815 dal Regno napoleonico, l'Istria iniziò ad avere scambi commerciali con tutta l'Europa),

la Monarchia Italiana dal 1918 - 1945 (con il trattato di Versailles del 1919 la Venezia Giulia veniva assegnata all'Italia . Nel 1920 Zara e solo nel 1924 anche Fiume),

la Jugoslavia dal 1945 - 1991 (Nel 1941 l’Italia, alleata della Germania, dichiara guerra alla Jugoslavia. Le vicende belliche portano l’Italia alla sconfitta. Con il Trattato di Pace di Parigi del 10 febbraio 1947 l’Italia è costretta a cedere alla Jugoslavia l’Istria, Fiume e la Dalmazia dando inizio all'esodo del popolo giuliano),

la Croazia dal 1991 (a seguito delle guerre etniche interne avvenute fra le sei repubbliche che formavano la federazione jugoslava, la penisola istriana dal 1991 è croata tranne un piccolo tratto sloveno che va dal confine italiano fino a Pirano).

Insomma, c'è tanto da vedere, tanto da capire e tanto da amare.

Buon viaggio nella nostra vecchia Italia!

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