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Turritopsis nutricula, la medusa che non muore mai.

25 set
Tempo di lettura: 2 min

Ringraziamenti: Tony Wills Autore: Tony Wills


La natura non finisce mai di sorprenderci!

Turritopsis nutricula, comunemente nota come medusa immortale, è in grado di tornare allo stato di polipo dopo aver raggiunto la fase di medusa adulta.

Di piccole dimensioni, la sua campana di gelatina sottile misura 4-5 mm, il resto del corpo di colore rosso brillante e cruciforme è in realtà la cavità gastro-vascolare. I giovani esemplari hanno 8 tentacoli, equo distanziati mentre gli adulti arrivano ad avere fino a 80-90 tentacoli.

La "medusa immortale" si pensi sia originaria dell' oceano Pacifico ma ad oggi è presente nell'oceano Atlantico e nei Caraibi.


La sua immortalità biologica è dovuta al processo di transdifferenzazione (la trasformazione di cellule appartenenti ad uno dei tre foglietti embrionali in cellule di un altro foglietto embrionale).

E' l'unica medusa presente sul pianeta ad avere questo tipo di trasformazione che la rende "eterna" quando invece la maggior parte delle specie di meduse ha una durata di vita che varia alcune ore a molti mesi.


Tutte le meduse di T. nutricula, neonate o adulte, sono in grado di trasformarsi nuovamente in polipi attraverso un processo di deterioramento della campana e dei tentacoli, con la successiva crescita del perisarco e degli stoloni, e infine dei polipi. Un metodo per restare eternamente giovani!

Questa meraviglia della natura quando nasce è un piccolo polipo dotato di tentacoli che poi si trasforma in medusa, con lo svilippo di più tentacoli. Dopo aver raggiunto la maturità sessuale ed essersi riprodotta, non muore ma scende nella profondità del mare e ritorna alla stadio iniziale.

Questo processo di trasformazione non è stato osservato in natura in quanto è molto rapido. In laboratorio, invece, ha ottenuto il 100% dei risultati.


Questa specie così particolare è di recente scorperta: risalre al 1988, a Rapallo, in Italia, quando uno studente tedesco di biologia marina, Christian Sommer, trovò per puro caso nelle sue reti da plancton questa piccola medusa.


 
 
 

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