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Mururoa, un paradiso perduto dopo il nucleare.


Moruroa, è uno degli atolli che formano l'arcipelago Tuamotu della Polinesia francese, a sud dell'Oceano Pacifico, è stato usato dalla Francia dal 1966 al 1996 come sito per test nucleari, insieme al vicino atollo di Fangataufa.

L'atollo di Mururoa è la punta di un vulcano estinto che si estende sotto il livello del mare fino a una profondità di 3000 metri. "Il lento sprofondamento del vulcano, al ritmo di un millimetro all'anno, ha permesso la graduale crescita dei coralli nella zona di acque poco profonde, mentre la cima emersa del vulcano veniva erosa." (https://it.wikipedia.org/wiki/Mururoa)

I test nucleari vennero fatti proprio all'interno del vulcano, ad una profondità di circa 500 metri, per ben 138 volte, devastando ovviamente tutta la fauna marina presente e il loro habitat incontaminato.

In questi lunghissimi trent'anni, la Francia ha utilizzato tutto il territorio polinesiano di sua proprietà, effettuando 179 esperimenti nucleari, di cui 41 atmosferici e 138 sotterranei.

Il primo test nucleare fu fatto il 2 luglio 1966: fecero esplodere una bomba nucleare di 30 chilotoni, più potente della bomba all'uranio utilizzata su Hiroshima.

Nel 1968, testarono una bomba H con potenza di mille chilotoni.

Nel 1974 la Francia, a seguito delle rimostranze da parte di organizzazioni ambientaliste internazionali, finalmente abbandonò i test atmosferici ma cominciò una serie di trivellazioni sotterranee dell'atollo per far esplodere sotto il mare le bombe nucleari. Ovviamente anche questa pratica venne criticata dal mondo intero a causa del rilascio nell'oceano di materiale radioattivo pericoloso sia per gli abitanti delle isole che per la fauna marina.

Nel 1992, François Mitterrand, decise lo stop agli esperimenti.

Nel giugno 1995, dopo solo un mese al governo, il presidente francese Jacques Chirac annunciò la ripresa degli esperimenti con l'assurda motivazione di consentire la "messa a punto della tecnica nucleare" per poi fermare definitivamente i test nucleari, ma la sua scelta fece nascere polemiche in tutto il mondo.

Nel 1996, dopo aver eseguito sei test degli otto previsti, il presidente francese Chirac annunciò lo stop della campagna, fece smantellare le strutture presenti e finalmente firmò il Trattato internazionale che vieta i test nucleari.

Le conseguenze degli "esperimenti puliti" tanto decantati dal governo francese però continuarono a mietere vittime negli anni successivi, senza alcun risarcimento da parte del governo.


L'AVEN (Associazione delle Vittime degli Esperimenti Nucleari) ha combattuto per anni per poter dare voce ai diritti sulla salute violati ripetutamente dalla Francia.

Ma non fu l'unica organizzazione a tutela della popolazione: un'altra associazione nata in loco, Moruroa e Tatou, fece uno studio e portò alla luce dati inconfutabili sulla pericolosità dei test nucleari e la loro incidenza sulla salute umana: la percentuale dei morti per cancro fra la popolazione venne stabilita intorno al 34%, contro il 17% a livello nazionale.

Anche una inchiesta dell' Iserm (Istituto nazionale della Sanità e della Ricerca medica) compiuta su 239 casi di tumore, stabilì un legame fra gli esperimenti nucleari realizzati dalla Francia e il rischio di cancro alla tiroide nella zona dell'atollo di Mururoa: vennero confermati ben una decina di casi di tumore, una cifra che sembra irrilevante, ma in realtà evidenzia un dato molto elevato se si pensa al numero di abitanti presenti in un atollo!

I risarcimenti alla popolazione polinesiana furono sempre rinviati o rifiutati attraverso ricorsi in tribunale; eppure la Francia firmò la legge Morin del 5 gennaio 2010 (per approfondimenti interessanti visitare il link https://www.legifrance.gouv.fr/loda/id/JORFTEXT000021625586/), inerente il riconoscimento ed il risarcimento delle vittime dei test nucleari francesi in Algeria e Polinesia, ma a quanto pare nessuno fu rimborsato per il danno subito.


Nella storia dell'utilizzo delle armi nucleari, "... la Francia è uno degli ultimi paesi al mondo a riconoscere la nocività degli esperimenti nucleari, a differenza ad esempio degli Stati Uniti, dove la legislazione riconosce, dal 1988, 31 tipi di malattie fra cui 25 cancri, che possono essere provocati dagli esperimenti su persone presenti in un raggio di 700 chilometri attorno al punto zero. La ricerca riaprì le polemiche anche in paesi limitrofi come l'Australia e la Nuova Zelanda, da sempre contrari agli esperimenti francesi." (https://it.wikipedia.org/wiki/Mururoa ).


Nonostante il governo francese abbia dichiarato che la zona della Polinesia francese è priva di ogni rischio ambientale e di inquinamento da radiazioni, l'accesso all'atollo è vietato da forze militari. Attualmente Mururoa si presenta desertica e pattugliata da navi militari, con all'interno un aeroporto costato 40 milioni di franchi.


In un comunicato stampa del 2013, "il 21 dicembre 2012 le vittime dei test nucleari francesi hanno ottenuto una prima vittoria importante. Dopo anni di battaglie la "Commissione francese per la segretezza in questioni di difesa" si è espressa favore della pubblicazione di 58 documenti segreti riguardanti test con armi nucleari. Le vittime sperano di poter così ottenere nuove informazioni che possano contribuire a giustificare le loro richieste di risarcimento. L'associazione AVEN rappresenta 5.500 veterani e più di 4.000 Maohi, ex-dipendenti dei centri di sperimentazione atomica francesi nelle isole Moruroa e Fangataufa e fanno parte dell'associazione "Moruroa e Tatou" (vedi https://lists.peacelink.it/conflitti/2013/01/msg00010.html ).

Quanto vale la vita dei propri cittadini per una nazione e chi la governa?


A distanza di tanti anni forse si intravede una luce in fondo al tunnel: a marzo 2021 sono venute alla luce informazioni relative al “dossier Mururoa files” preparato dal programma di Scienza e Sicurezza Globale dell’Università di Princeton, da Disclose, un gruppo di giornalisti investigativi e da Interprt un gruppo che utilizza il design per documentare crimini ambientali.

Ben 2.000 i documenti militari rimasti segreti fino al 2013 e finalmente resi pubblici grazie a una battaglia legale tra le vittime e il governo francese.

Da nuove valutazioni, circa 110.000 persone sono state colpite dalle radiazioni ionizzanti, che corrispondono all’ intera popolazione polinesiana dell’epoca.

Errori, occultamenti e omissioni sono finalmente emerse dopo anni e anni in cui la verità è rimasta sepolta proprio nel fondo dell'oceano Pacifico.

Secondo quanto affermato dal Ministro responsabile per i Territori d’Oltremare, Sébastien Lecornu, in visita a Papeete, in attesa dell’arrivo del presidente Emmanuel Macron a inizio luglio, sarà la Francia a pagare per i danni ambientali e alla salute attraverso appositi indennizzi.


Ora un momento di riflessione.

Il motto della Repubblica Francese esplicita Liberté, Égalité, Fraternité, motivando così ogni sua parola:

Liberté - libertà: la Dichiarazione dei diritti dell'uomo e del cittadino (1789) la definiva così: "La libertà consiste nel potere di fare ciò che non nuoce ai diritti altrui";

Égalité - ugualianza: significa che la legge è uguale per tutti e le differenze per nascita o condizione sociale vengono abolite;

Fraternité - fratellanza: nella Dichiarazione dei diritti e doveri del cittadino, parte integrante e iniziale della Costituzione dell'anno III (1795), la parola "Fraternité", terzo elemento del motto repubblicano, è definita così: "Non fate agli altri ciò che non vorreste fosse fatto a voi".


Nel 1789 il Popolo francese giurava la sua fedeltà alla Dichiarazione dei diritti dell'uomo e il suo contenuto ha rappresentato uno dei più alti riconoscimenti della libertà e dignità umana, dando addirittura origine alla definizione della Francia come "Patria dei diritti dell'Uomo".


Forse è arrivato il momento che si dia una rispolverata al suo vero significato, portando al centro dell'attenzione coloro che finora hanno perduto la vita per un interesse che non ha sapore di Liberté, Égalité, Fraternité.

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