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Transizione tecnologica: streaming, email, criptovalute, digitale ...inquinano più degli aerei

Aggiornamento: 28 set 2023


Le tecnologie digitali inquinano fino a tre volte tanto tutto il traffico aereo mondiale (tra l’1,4% e il 5,9% del totale, contro il 2%).


Lo afferma uno studio della Royal Society riportato al Wef e i dati sono davvero allarmanti.

Noi pensiamo che un semplice clic su una tastiera (smartphone, tablet, bancomat, pc, ecc ecc) sia innocuo e non produca alcun danno all'ambiente ma non è così, la realtà è ben diversa.

Mentre noi cerchiamo di agire per la diminuzione dell'inquinamento con le piccole azioni quotidiane come fare la raccolta differenziata, acquistare prodotti ecosostenibili, mettere un maglione più caldo in casa in inverno piuttosto che tenere acceso il riscaldamento alzando il termostato, comprare l'auto elettrica per non inquinare con il petrolio, lavarsi i denti con il rubinetto chiuso... basta un collegamento alla rete per vanificare tutto il lavoro.


Tutto il processo è altamente inquinante, fin dalla costruzione dei dispositivi per la navigazione in Internet (l’assemblaggio è la fase che inquina di più nel ciclo di vita dei prodotti digitali, costituendo il 54% delle emissioni totali lungo la vita dei beni stessi) al suo utilizzo finale che produce anidride carbonica ogni volta che inviamo una e-mail, che cerchiamo un'informazione sul web, ogni volta che guardiamo un film o una serie tv in streaming.

L’utilizzo finale dei prodotti è responsabile per il 71% dell’inquinamento.


TUTTO INQUINA!


  • spedire un’email emette anidride carbonica, pari a 4 grammi di CO2, che arrivano fino a 50 grammi se inviamo allegati molto pesanti;

  • un impiegato medio che usa la posta elettronica può arrivare a emettere 135 chili di CO2 equivalente. In Italia, si contano circa 35 milioni di utenti che quotidianamente inviano e-mail;

  • 28 kg di anidride carbonica viene emessa dalle mail che finiscono nello spam e alle centinaia di mail che ci vengono inviate ogni giorno dopo iscrizioni volontarie o involontarie a qualche sito di acquisti e non solo;

  • Bitcoin, criptovalute e il mining, (estrazione di dati cioè l'insieme di tecniche e metodologie che hanno per oggetto l'estrazione di informazioni utili da grandi quantità di dati) consuma enormi quantità di energia elettrica;

  • l’intelligenza artificiale (Ia),

  • l’internet of things (che permette, ad esempio, di connettere online gli elettrodomestici in una casa),

  • il 5G,

  • il cloud computing, che prevede di ospitare software, piattaforme e dati su server remoti (noti anche come server cloud) accessibili tramite Internet, liberando così memoria e potenza di elaborazione sui singoli dispositivi

  • i veicoli a guida autonoma

Il mondo digitale è considerato erroneamente virtuale e quindi non produttore di inquinamento. Falso.

Ogni persona che usa i prodotti ed i servizi online produce oltre 400 kg di anidride carbonica all’anno per un totale stimato di 1, 6 miliardi di tonnellate di gas serra immessi nell’atmosfera.


Foto di dlohner da Pixabay


Quali soluzioni adottare quindi?

Utilizzare internet solo quando necessario, acquistare un dispositivo solo se necessario e farlo durare il più al lungo possibile senza seguire le mode del momento che spingono a comprare quello di ultima generazione che nella maggior parte dei casi ha solo poche differenze dal precedente.

Pulire la memora della mail o del dispositivo, in quanto ogni tipo di archiviazione richiede il lavoro ininterrotto dei server, tra i sistemi informatici che richiedono la maggiore quantità di energia. Guardare una serie in streaming con definizione standard, anziché in hd, fa scendere l’impronta ecologica dell’86%.





Tornare ad una vita più "vera" e meno virtuale, fatta di incontri, abbracci e chiacchierate, invece di restare ore immobili davanti ad un monitor a guardare gattini buffi, pseduo-balletti, foto di piatti di cibo appena mangiati, è il modo più semplice per ridurre l'inquinamento digitale.


Un gesto di grande responsabilità nei confronti del pianeta, nei confronti del nostro futuro e nei confronti della nostra vita che è bellissima anche senza tecnologia digitale, per fortuna.


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