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Tigre, il felino più affascinante VENIVA DROGATO per fare fotografie!

Il tempio buddista Wat Pa Luangta Bua Yannasampanno o detto anche Tiger Temple (tempio della tigre) "ospitava" molti esemplari di tigri che tutto il giorno erano costrette a fare fotografie abbracciate ai turisti. Come è possibile?

Nel tempio delle tigri di Saiyok in Thailandia era possibile scattare fotografie avvinghiati ad una tigre, accarezzarle, giocare con loro, farci il bagno, addirittura intrattenersi con i cuccioli per 45 minuti nelle gabbie.

Sfruttate come attrazione turistica, legate con la catena e costrette a stare con i turisti per ore e ore, queste povere tigri erano diventate un salvadanaio per i monaci buddisti che le sfruttavano. Da santuario delle tigri a inferno!

Le recensioni che venivano lasciate dai turisti "poco animalisti ma anche poco umani" erano entusiasmanti: poter trascorrere del tempo così vicini a questa specie in via d'estinzione era un'esperienza indimenticabile. Mentre i turisti continuavano ad alimentare questo modo malato di tutelare le tigri, le associazioni animaliste iniziarono a vederci poco chiaro sui metodi utilizzati.

Confesso che anche noi in un primo momento abbiamo pensato ad un paradiso idilliaco, dove la potenza del credo buddista potesse rendere davvero così docili questi felini, ma poi ogni foto ritraeva la tigre con una grossa catena di ferro al collo, inoltre l'animale era sempre molto stanco o rilassato sul pavimento. Insomma, una domanda ce la siamo fatta anche noi!

La storia del tempio risale al 1999, quando si racconta che alcuni cuccioli rimasero orfani a causa del bracconaggio e furono portati dalla gente ai monaci in cerca di un aiuto. Il primo cucciolo ad arrivare a Wat Pha Luang Ta Bua, però, morì ma la notizia che il tempio ospitava piccoli di tigre rimasti soli ormai si era diffusa e pian piano il Tempio si trasformò in santuario capace, in un solo anno, di ospitare fino a mille turisti al giorno.

Dopo il blitz del Wildlife thailandese vennero trovare 40 carcasse di tigri morte, denti e ossa degli animali, oltre a una sessantina di cuccioli morti preservati in congelatori e in contenitori di formaldeide.

Nel 2016, i felini furono salvati e il tempio fu chiuso, dopo una lunga battaglia: il tempio era sospettato di traffico di animali selvatici, maltrattamenti e uso di narcotizzanti, oltre che di allevare tigri allo scopo di guadagnare dalla vendita di prodotti da loro derivanti.


Nel 2019, solo dopo tre anni dal recupero, circa 80 tigri salvate sono decedute a causa di problemi respiratori dovuti a una paralisi alla laringe mentre altre sono morte per malattie causate dalla riproduzione per endogamia, cioè la riproduzione sessuale di individui della stesse ceppo, praticamente erano tutte consanguinee.

Purtroppo, ad oggi pare che siano ancora tante le "fattorie delle tigri" nel sud-est asiatico: 2.000 tigri solo in Thailandia!

Gli impegni dei paesi a ridurre o abolire la detenzione di tigri in cattività non riesce comunque a fermare il commercio illegale di questa specie, in quanto sono un affare molto redditizio, sopratutto per il settore del turismo.

Bracconaggio, commercio illegale di parti dell'animale, turismo inutile e dannoso, diminuzione o anche estinzione della popolazione delle tigri selvatiche ... tutto ciò porterà al declino di una delle specie di felino più affascinante del pianeta Terra.

Come ribadiamo sempre, un turismo consapevole può salvare questi animali, insieme ad un consumo consapevole, che non violi i diritti degli animali, che ricordiamo sempre, sono i PRIMI abitanti della Madre Terra.



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