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Metaverso: una fuga dalla realtà.

Aggiornamento: 1 dic 2022


Il metaverso è un universo digitale composto da elementi tecnologici tra cui video, realtà virtuale e realtà aumentata.


Oggi sta cercando di entrare nelle nostre vite come se fossimo una civiltà ridotta ai minimi termini che ha bisogno di una finzione per continuare a vivere.

Questa nuova "vita" si compone di due scelte, la realtà aumentata è il mondo virtuale a “entrare” in quello reale, e la realtà virtuale siamo noi a “entrare” in un mondo altro.


Nel 1962, il regista Morton Heilig brevettò una forma primordiale simile a quella oggi in commercio, creata da dispositivi per la realtà aumentata: una speciale cabina permetteva di godere di quasi tutti i 5 sensi durante la visione di un film chiamata Sensorama, capace di mostrare immagini in 3D, far sentire vibrazioni, effetti speciali come il vento, o far odorare profumi per offrire allo spettatore un'esperienza completa e unica.

Ma all'epoca non ebbe un grande successo e il progetto fu dimenticato.

Oggi, personaggi come il proprietario di Facebook e non solo, stanno investendo in questa nuova tecnologia, con risultati sicuramente più soddisfacenti rispetto al 1962.

Nel metaverso di oggi, gli utenti accedono tramite visori 3D e vivono delle esperienze virtuali: possono creare degli avatar realistici, incontrare altri utenti, creare oggetti, comprare case virtuali, andare a concerti, conferenze, viaggiare, lavorare e tanto altro. Basta connettersi a un browser che consenta di accedere a una di queste comunità virtuali.


A oggi sono oltre 40, i mondi virtuali in cui (secondo stime) vivono circa 350 milioni di persone.

Ma quali sono i problemi e l'impatto negativo di questa nuova tecnologia?

Il primo è sul piano psicologico e il secondo è sul piano ambientale.


Sul piano psicologico, l'utente che crea il proprio Avatar (cioè il proprio personaggio digitale) può realizzarlo come più gli piace e quindi anche perfettamente diverso dalla realtà: se reputo di avere dei difetti fisici o qualcosa del mio corpo che non mi piace potrò cambiare il mio aspetto e rendermi ciò che ho sempre voluto essere!

Questo crea una illusione perfetta che poi, finito il gioco, si scontra con la realtà che fa nascere solo frustrazioni, come evidenziano molti psicologi.

Il metaverso diventa quindi un sogno dove è possibile creare mondi alternativi, dove far vivere desideri, passioni, sostituendo i reali comportamenti della vita quotidiana con atteggiamenti degni di un copione di un film: relazioni interpersonali, attività fisica, tempo trascorso a contatto con la vera natura saranno solo un ricordo lontano.

Si crea un mondo virtuale perfetto dove si tenderà ad essere ciò che non si è, una finzione che rischia di essere un boomerang che torna indietro bloccando la nostra crescita interiore e rendendoci schiavi di una realtà virtuale legata ad un dispositivo tecnologico.


Un regno delle illusioni vero e proprio, una realtà dove si è invincibili e perfetti. Non a caso il nome del personaggio virtuale è Avatar: in lingua sanscrita vuol dire “incarnazione”, in un corpo fisico da parte di un dio (avatar: “Colui che discende”).

Avatar è un dio che incarna un corpo fisico per svolgere il ruolo di conservazione e difesa del mondo. Non vi sembra un po' megalomane!?

Strano l'utilizzo di questo termine da parte dell'ideatore del Metaverso, non trovate? come se l’uomo volesse assomigliare a degli dei.

La persona può diventare, quindi, il modello perfetto di ciò che desidera, un “falso sé”, con la reale comparsa dei rischi di disturbi della personalità legati all’identità. Sono condizioni pericolose, anche se comode perché ci evitano frustrazioni, ma ci rendono lentamente schiavi di un mondo irreale dal quale non potremo farne a meno.

Quale motivo ha spinto la creazione di questo universo finto? Perché l'uomo ha bisogno di una vita completamente illusoria e priva di novità e sorprese? Perché l'uomo ha bisogno di annientare la sua vera essenza per vivere perennemente dentro un film, dove tutto è finto...sentimenti, amicizie, amore, lavoro.

Dal 2000, quando i social network hanno preso piede rendendoci dipendenti dai dispositivi cellulari e creando amicizie e amori tramite essi, abbiamo iniziato a vivere in una società dove non sono ammessi i deboli, i vecchi, i malati, gli insicuri, i brutti, gli imperfetti, dove l'errore, l'incapacità, l'insuccesso non è più motivo per progredire e migliorarsi con caparbietà.

Meglio un mondo illusorio, fantastico e affascinante dove tutto è sogno, dove la forza di carattere non emerge, dove la sana competizione non esiste, dove i rapporti umani sono esattamente quelli che desidero, senza delusioni. Alla fine sarò il protagonista di una storia inventata, senza la conquista reale di ciò che sono capace a fare e a essere, senza l'amore vero o l'amicizia leale, privo della bellezza della realtà.

Foto di pixabay.com/it/users/azmeyart-design-18960884


Da studi fatti, il Metaverso potrebbe portare ad alcune conseguenze indesiderate per gli utenti e la società in generale quali la dipendenza da una realtà simulata, problemi legati alla privacy e alla salute mentale.


Credo che ora abbiamo un quadro più appropriato della vera natura di questa tecnologia, sia per le conseguenze climatiche sia per quelle psicologiche sulle persone.


Prendiamo la nostra vita reale in mano e creiamo qualcosa di bello, altrimenti come diceva il filosofo greco Demostene:

“L’uomo non conosce altra felicità se non quella che egli si va immaginando, e poi, finita l’illusione, ricade nel dolore di sempre”.


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