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Alluminio, amico o nemico?



L'alluminio è un metallo molto duttile di color argento, si estrae principalmente dai minerali di bauxite ed è notevole la sua morbidezza, la sua leggerezza e la sua resistenza all'ossidazione.

Gli antichi greci e romani usavano l'allume (che era prodotto dalla lavorazione dell'alunite, un solfato d'alluminio che si trova in natura), per costruire statue, armi e armature; successivamente fu usato nell'industria tessile come fissatore per colori, per le stampe su pergamena, per la concia delle pelli, per la produzione del vetro e anche in medicina come emostatico, per curare le ferite.

L'alluminio è uno degli elementi più diffusi sulla crosta terrestre (8,3% in peso), terzo dopo ossigeno (45,5%) e silicio (25,7%) e paragonabile al ferro (6,2%) e al calcio (4,6%).

Ma è un metallo amico o nemico dell'uomo?

Innanzitutto vediamo qual è il processo produttivo:

  • il materiale raccolto viene separato e pressato in balle

  • si invia alla fonderia dove viene prima pre-trattato a circa 500° per essere purificato da vernici o altre sostanze

  • viene fuso a 800° per ottenere alluminio liquido.

Il prodotto finale è destinato alla produzione di semilavorati o di nuovi manufatti.

L’alluminio riciclato ha le stesse caratteristiche e le stesse qualità dell’alluminio originario e in Italia viene utilizzato nell’industria automobilistica (55%), nell’edilizia (26%), nei casalinghi e per nuovi imballaggi.


VANTAGGI PER IL PIANETA

Il processo per la produzione DI ALLUMINIO RICICLATO richiede solo il 5% di energia elettrica che invece necessita la produzione di quello primario.

L’alluminio viene riutilizzato per produrre alcune parti di automobili (i cerchioni sono costituiti al 90% da alluminio riciclato, i pistoni al 30%) mezzi pubblici, motocicli, biciclette (con 800 lattine se ne può fare una), monopattini (si possono realizzare con 130 lattine), barche, vagoni, ski-lift, aerei e razzi.

Il riciclo dell’alluminio ha consentito di evitare emissioni di gas serra pari a 381mila tonnellate di CO2 e risparmiare energia per oltre 164mila tonnellate equivalenti di petrolio.


SVANTAGGI PER L'ESSERE UMANO


L'alluminio non è un materiale inossidabile, pertanto bisogna stare attenti al suo utilizzo in quanto viene rivestito con una pellicola di plastica, come nel caso delle borracce. L'usura del materiale causa il trasporto del materiale nocivo nel cibo.

L’esposizione dell'uomo all’alluminio è preoccupante, secondo uno studio del Ministero della Salute del 2017:

  • l’esposizione media alimentare da acqua e cibo, in adulti non esposti professionalmente, a seconda del paese di provenienza, andava da 0,2 – 1,5 mg/Kg/pc a settimana in un adulto di 60 kg,

  • nei bambini, l’esposizione alimentare di alluminio variava da 0,7 mg / kg di peso corporeo / settimana per i bambini di età compresa tra 3-15 anni, a 2,3 mg / kg di peso corporeo / settimana per i più piccoli (1,5- 4,5 anni) e 1,7 mg / kg di peso corporeo / settimana per quelli di età 4- 18 anni,

  • cereali, verdura e bevande sembravano essere le principali fonti (> 10%) per la dieta di esposizione di alluminio nella popolazione generale,

  • concentrazioni più elevate (tra 5 a 10 mg/Kg) sono state spesso riscontrate in pane, torte pasticcini, alcune verdure (funghi, radicchio, spinaci, lattuga, mais, ecc.) in alcuni frutti, in latticini, salumi, frattaglie, crostacei, miscele di alimenti da forno ricchi di zuccheri e farine, Alte concentrazioni si sono riscontrate in foglie di tè e altre erbe per infusi, cacao e spezie,

  • nei neonati di età compresa tra 0-3, 4-6, 7-9 e 10-12 mesi, le potenziali esposizioni alimentari provengono da alimenti e formule prodotti appositamente per i neonati e sono state stimate, rispettivamente, 0.10, 0.20, 0,43 e 0,78 mg / kg di peso corporeo / settimana,

  • si è visto inoltre che in alcuni singoli marchi di formule (sia a base di latte che di soia) la concentrazione di alluminio era di circa 4 volte superiore rispetto alle concentrazioni medie sopraindicate, portando ad una potenziale esposizione 4 volte maggiore nei neonati consumatori di tali marche. L'esposizione potenziale nei neonati allattati al seno sembra essere inferiore a 0,07 mg / kg di peso corporeo / settimana,

  • un aumento della migrazione di alluminio è provocato dall’aggiunta di sale all’acqua durante l’ebollizione. Sono stati, difatti, riscontrati incrementi significativi di migrazione di alluminio in salsa di pomodoro e, in assoluto, i valori più alti sono stati evidenziati in campioni di giardiniera sotto aceto conservati in condizioni estreme (24 ore a temperatura di 40 °C),

  • le controindicazioni suddette sono invece annullate nel caso di pentole di alluminio anodizzato, nel quale uno strato protettivo di ossido di alluminio e ioni di argento sigilla la superficie ed impedisce il rilascio di molecole di alluminio. Ma in questo caso è da evitare l’uso di pagliette di ferro o spugne abrasive: metterebbero a nudo il metallo che poi, durante la cottura, verrebbe ceduto agli alimenti,

  • Alcuni studi effettuati con alimenti avvolti in fogli di alluminio e sottoposti a differenti tipi di cottura (in forno e grigliati sulla carbonella) hanno dimostrato che l’elevata temperatura comporta l’aumento della concentrazione dell’alluminio nell’alimento,

  • si è visto che in presenza di acidi e sali, l’uso di tegami a base di alluminio, ciotole e pellicole a contatto con alimenti tipo aringhe salate, passata di pomodoro sott’aceti, purè di mele, rabarbaro, potrebbe tradursi in un aumento del tenore in alluminio per questi cibi.

L’alluminio può interferire con svariati processi biologici: il sistema nervoso è il bersaglio principale della sua tossicità, incide sullo stress cellulare ed sul metabolismo del calcio, può aumentare la morte neuronale e lo stress ossidativo a livello cerebrale. In merito a quest'ultima reazione avversa l’OMS (l’Organizzazione Mondiale della Sanità) ha fatto una una ricerca nel 1999, a cui vi incoraggiamo a leggerla attentamente per un approfondimento interessante sull'argomento.

Inoltre, una ricerca condotta nella Facoltà di Farmacia dell'Università di Tours ha evidenziato che il cervello dei topi sottoposti all'esperimento ha causato una distruzione massiccia di neuroni e l’accelerazione del processo di invecchiamento, portando il deterioramento della massa celebrale da 20 anni a 70 anni.




Cosa possiamo fare per evitare al massimo il contatto con questa sostanza?

  1. non acquistare prodotti alimentari confezionati in alluminio come succhi di frutta, passate di pomodoro o buste di patatine;

  2. evitare di cucinare al “cartoccio” poiché i metalli pesanti ad elevata temperatura migreranno in modo rapido e genereranno danni al tuo organismo;

  3. comprare deodoranti naturali senza la presenza di alluminio in quanto sembrerebbe ci sia una correlazione tra tumore mammario e l’uso di alluminio e para-beni;

  4. acquistare borracce in materiale inossidabile, come l’acciaio inox invece dell’alluminio;

  5. evitare di graffiare i contenitori, ledendo così la patina protettiva dell'alluminio anodizzato

Usiamo un po' di buon senso negli acquisti, qualche accortezza nella cucina e forse riusciremo a limitare il più possibile l'assimilazione di questo metallo, utile per certi versi al pianeta (risorse energetiche minori per la sua produzione), ma anche un pericolo in determinate circostanze per l'uomo.

Un consiglio: ove possibile, usiamo sempre il vetro, il suo grande sostituto!

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